Il produttore svedese di macchine edili Dynapac, parte del Gruppo Atlas Copco, sta accelerando l'elettrificazione dei suoi rulli compattatori. L'azienda risponde così alla crescente pressione per la riduzione della CO2 nel settore edile e si posiziona per i prossimi inasprimenti delle classi di emissione nelle città europee. L'annuncio solleva la domanda: quanto è avanzata effettivamente la tecnologia elettrica per i pesanti macchinari edili – e dove rimangono ancora i limiti tecnici?
Dynapac ha già diversi modelli alimentati a batteria nel suo portafoglio, inclusi rulli tandem compatti per l'uso in ambito urbano. L'elettrificazione si concentra finora soprattutto su classi di macchine più piccole fino a circa 3 tonnellate di peso operativo, utilizzate nella costruzione stradale, nei marciapiedi e in aree sensibili al rumore. Vantaggi: funzionamento a emissioni zero, riduzione del rumore e facilità di utilizzo senza gestione del diesel. Svantaggi: autonomia limitata e dipendenza dall'infrastruttura di ricarica sul cantiere.
La sfida più grande rimane la densità energetica delle batterie. Mentre per i piatti vibranti o i rulli a doppio cilindro compatti gli accumulatori agli ioni di litio sono già praticabili, i rulli pesanti oltre 10 tonnellate di peso operativo raggiungono i limiti fisici. La potenza motrice richiesta per la vibrazione e il funzionamento di marcia su più strati richiede capacità batteriche che aumentano notevolmente il peso e lo spazio disponibile – e compromettono quindi la convenienza economica.
Un ulteriore ostacolo è l'infrastruttura di ricarica. Mentre produttori come BOMAG e HAMM offrono anche modelli elettrificati, molti cantieri mancano della capacità di ricarica necessaria. I sistemi di ricarica rapida con 22 kW o superiori sono raramente disponibili, il che complica l'uso di rulli elettrici in operazioni multi-turno. I sistemi ibridi che combinano diesel ed elettrico sono quindi considerati una soluzione transitoria – in particolare per macchine più grandi oltre 5 tonnellate.
Tecnicamente, anche i requisiti per le prestazioni di compattazione rappresentano un ostacolo. I rulli devono generare alte frequenze e ampiezze di vibrazione, il che richiede continuamente energia. Nei progetti di posa di asfalto con lunghe distanze e finestre temporali strette, le macchine devono funzionare per diverse ore senza interruzioni. Qui i macchinari di compattazione azionati a diesel hanno ancora un chiaro vantaggio.
Tuttavia, il mercato mostra i primi successi: nei cantieri a emissioni zero in Scandinavia e nelle città tedesche con zone ambientali rigorose, i rulli elettrici sono già in uso. L'elettrificazione del cantiere richiede però un concetto globale composto da macchinari, infrastruttura di ricarica e flussi di lavoro adeguati. L'offensiva elettrica di Dynapac è quindi meno una rivoluzione tecnica che un posizionamento strategico in un mercato che si sta trasformando gradualmente – con esito ancora aperto per le classi di macchine pesanti.