I catarifrangenti sono dispositivi ottici passivi che riflettono la luce incidente verso la fonte luminosa, aumentando significativamente la visibilità di veicoli e macchine movimento terra in condizioni di scarsa illuminazione. Svolgono un ruolo cruciale nella sicurezza stradale, in particolare durante la notte e in situazioni di visibilità ridotta.

Funzionamento e principio ottico

I catarifrangenti funzionano secondo il principio della retroriflessione: la luce viene riflessa parallelamente al raggio incidente, indipendentemente dall'angolo di illuminazione (entro un determinato range). Questo è possibile grazie a una struttura interna composta da prismi o microsfere di vetro o plastica trasparente, disposte su un substrato riflettente. L'angolo solido di retroriflessione tipico varia tra 20° e 60° secondo il tipo di costruzione.

Tipi e classificazioni

Esistono tre categorie principali secondo le norme europee:

Classe I (retroriflessione ordinaria): coefficiente di retroriflessione (RA) minimo di 50 cd/(m²·lx) a 0,2°. Utilizzati su rimorchi, cassoni e protezioni laterali di macchine agricole.

Classe II (retroriflessione intermedia): RA minimo di 100 cd/(m²·lx) a 0,2°. Applicati su equipaggiamenti rimovibili e segnalatori mobili.

Classe III (retroriflessione ad alta intensità): RA minimo di 250 cd/(m²·lx) a 0,2°. Destinati a segnali stradali e dispositivi di sicurezza ad elevata visibilità.

Caratteristiche tecniche e prestazioni

La prestazione di un catarifrangente è misurata dal coefficiente di retroriflessione (RA), espresso in cd/(m²·lx), che quantifica la luminanza riflessa per unità di illuminamento incidente. Valori più elevati indicano una migliore visibilità a maggiori distanze.

L'angolo di osservazione rappresenta l'angolo tra il raggio incidente e il raggio osservato: la maggior parte dei dispositivi mantiene prestazioni ottimali entro ±30° da questo asse.

La durabilità dei catarifrangenti è influenzata da fattori ambientali come UV, abrasione, sporcizia e umidità. La perdita di prestazioni nel tempo viene quantificata in termini di percentuale di degradazione del coefficiente RA dopo invecchiamento accelerato: i migliori materiali mantengono almeno l'80% della prestazione iniziale dopo 3 anni di esposizione.

Normativa applicabile

In Europa i catarifrangenti sono disciplinati dalla norma EN 12352 per i dispositivi catottrici autocariche su veicoli, che specifica i criteri di prestazione ottica, resistenza meccanica e durabilità. Per le macchine movimento terra e attrezzature agricole si applica la norma ISO 11571, che definisce i requisiti dimensionali e posizionali su questi mezzi.

Applicazioni nel settore delle macchine

Sui cantieri e nelle operazioni di movimento terra, i catarifrangenti sono obbligatori su escavatori, pale gommate, dumper e betoniere quando operano in prossimità di strade pubbliche. Sulla marcatura dei cassoni laterali di dumper e rimorchi è prescritta una banda di almeno 50 mm di larghezza con spacing massimo di 300 mm tra i singoli elementi.

La distribuzione tipica prevede: catarifrangenti rossi sulla parte posteriore (minimo 2 a distanza massima di 800 mm tra loro), ambra o bianchi sui fianchi, e bianci anteriormente. La distanza minima dal suolo è generalmente di 250 mm per evitare l'accumulo di sporcizia.

Materiali e tecnologie

I catarifrangenti moderni utilizzano principalmente due tecnologie: prismi rigidi in acrilico (prestazioni iniziali RA fino a 600 cd/(m²·lx), minore durabilità) e microsfere di vetro (prestazioni iniziali RA fino a 400 cd/(m²·lx), durabilità superiore fino a 5-7 anni). Nuovi materiali a base di microsfere di plastica ad alta indice di rifrazione stanno emergendo con migliore resistenza all'abrasione.