Il taglio bagnato è un procedimento di separazione meccanica di calcestruzzo, muratura e roccia mediante utensili diamantati raffreddati e lubrificati da un flusso continuo di acqua. L'acqua agisce contemporaneamente come agente di raffreddamento del segmento diamantato, lubrificante dell'interfaccia utensile-materiale e mezzo di abbattimento della polvere generata durante il taglio.

Principio di funzionamento

Il flusso d'acqua viene convogliato sul punto di contatto tra disco o lama e materiale tramite ugelli integrati nella cuffia di protezione o tramite alimentazione diretta sull'alberino portautensile. L'acqua dissipa il calore generato per attrito, prevenendo la surriscaldamento del legante metallico dei segmenti diamantati e limitando la perdita prematura dei grani abrasivi. Il materiale asportato viene trasformato in fango (slurry) anziché in polvere aerodispersa.

Parametri tecnici

La portata d'acqua indicativa per dischi diamantati da taglio su calcestruzzo è compresa tra 1 e 2 l/min per ogni 100 mm di diametro dell'utensile. La pressione di esercizio dei circuiti idrici integrati nelle troncatrici e nelle seghe a disco varia generalmente tra 2 e 4 bar. La velocità di taglio dipende dal diametro del disco e dalla specifica del costruttore dell'utensile; valori e tolleranze devono essere desunti dalla scheda tecnica del produttore.

Utensili impiegati

Si utilizzano dischi diamantati continui o segmentati, lame a catena diamantata per tagli profondi e seghe a filo diamantato per sezioni di grande spessore. La scelta della specifica del legante (bonding) dipende dalla durezza e abrasività del materiale da tagliare.

Confronto con il taglio a secco

Rispetto al taglio a secco, il procedimento bagnato riduce in modo significativo la concentrazione di polvere respirabile nell'ambiente di lavoro e prolunga la durata operativa dell'utensile grazie al raffreddamento continuo. Il taglio a secco richiede invece sistemi di aspirazione localizzata dedicati per contenere l'esposizione a polveri.

Aspetti di sicurezza e tutela della salute

Il taglio di calcestruzzo e roccia genera silice cristallina respirabile, classificata come agente cancerogeno. In Italia il valore limite di esposizione professionale per la silice cristallina respirabile è fissato a 0,1 mg/m³ come media ponderata nel tempo (TWA), ai sensi del D.Lgs. 81/2008 come modificato dal D.Lgs. 44/2020 in recepimento della Direttiva (UE) 2017/2398. Il taglio bagnato costituisce una misura tecnica di prevenzione primaria per il contenimento dell'esposizione, da integrare, ove necessario, con dispositivi di protezione delle vie respiratorie in funzione della valutazione del rischio specifica di cantiere.

Gestione delle acque reflue

Il fango prodotto dal taglio bagnato richiede raccolta e smaltimento conformi alla normativa sui rifiuti, poiché contiene residui alcalini provenienti dal cemento e particolato minerale. In cantiere si impiegano sistemi di aspirazione del fango o vasche di decantazione per evitare lo scarico diretto nelle reti fognarie o nel terreno.

Ambiti di applicazione

Il procedimento è impiegato nel taglio di pavimentazioni, solette, muri in calcestruzzo armato, cordoli stradali, lastre di pietra naturale e nelle demolizioni controllate con tecnica a filo diamantato, in particolare dove sia richiesto il contenimento della dispersione di polveri in ambienti confinati o densamente abitati.