La movimentazione di materiali comprende le operazioni di carico, smistamento e trasporto di materiali sfusi, rottami o pezzi tramite macchine edili dotate di attrezzature intercambiabili specifiche. Il termine identifica sia il processo operativo sia il segmento di macchine progettate per questo scopo, distinte dagli escavatori da scavo per geometria del braccio, altezza della cabina e tipo di attrezzatura montata.

Macchine e attrezzature impiegate

Le macchine per movimentazione materiali derivano spesso da escavatori cingolati o gommati, modificati con cabina rialzata per migliorare la visibilità sul punto di presa e braccio allungato o telescopico. Le attrezzature più diffuse sono la benna mordente idraulica (detta anche a polipo), la pinza per rottami, il magnete sollevatore e la benna a conchiglia. La benna mordente idraulica utilizza due cilindri idraulici che generano la forza prensile necessaria a trattenere il materiale durante lo spostamento, impedendone la dispersione. Per materiali voluminosi come ramaglie o residui del sottobosco si impiegano versioni con fianchi imbullonati, che favoriscono la penetrazione nei cumuli densi rispetto alle versioni a fianchi pieni.

Materiali trattati

Rientrano nella movimentazione di materiali sfusi sabbia, ghiaia, carbone e prodotti agricoli, oltre a rottami metallici, rifiuti e legname. La scelta dell'attrezzatura dipende dalla densità, dalla pezzatura e dall'abrasività del materiale da movimentare.

Normativa di riferimento

Gli accessori di sollevamento amovibili, categoria che include diverse benne e pinze impiegate nella movimentazione di materiali, rientrano nel campo di applicazione della norma UNI EN 13155, che definisce requisiti e verifiche per tali attrezzature. La norma prevede disposizioni per l'impiego su materiali con densità superiore a 2000 kg/m³ e non oltre 2600 kg/m³, ed esclude esplicitamente l'impiego su materiali pericolosi come esplosivi o masse fuse calde, il funzionamento in atmosfera esplosiva, nonché i rischi di natura elettrica, da rumore e da componenti idraulici e pneumatici, disciplinati da altre norme.

Infrastrutture per la movimentazione

Le aree destinate alla movimentazione di materiali, come piazzali in calcestruzzo soggetti a traffico intenso di carrelli elevatori, richiedono una progettazione accurata dei giunti di dilatazione per evitare danneggiamenti prematuri della pavimentazione e garantire la continuità delle operazioni.

Criteri di scelta dell'attrezzatura

Nella selezione di una benna mordente o di un'attrezzatura equivalente si considerano il meccanismo di chiusura (idraulico a cilindri o meccanico), la configurazione dei fianchi (pieni o imbullonati) in funzione della densità del cumulo, la capacità volumetrica e la compatibilità con il peso operativo e la portata idraulica della macchina portante.

Il tema nella nostra copertura editoriale

Il nostro media ha approfondito le attrezzature per la movimentazione di materiali sfusi nell'articolo Benna mordente idraulica per materiali sfusi: tipologie, meccanismo di chiusura e criteri di scelta, dedicato a sabbia, ghiaia, carbone e prodotti agricoli. Il funzionamento del meccanismo a trattenitore e le configurazioni con fianchi imbullonati per ramaglie e residui del sottobosco sono trattati in Benna mordente: come funziona la benna con trattenitore per materiali sfusi. Gli aspetti relativi alla pavimentazione in calcestruzzo soggetta a traffico di carrelli elevatori e movimentazione materiali sono approfonditi in Giunti di dilatazione nel calcestruzzo: tipologie, funzioni e normative. Il quadro normativo sugli accessori di sollevamento amovibili è descritto in Norma UNI EN 13155: requisiti e campo di applicazione per accessori di sollevamento amovibili.