I giunti di dilatazione sono discontinuità programmate nelle solette in calcestruzzo che assicurano la stabilità strutturale a lungo termine. La loro funzione consiste nell'assorbire le deformazioni e le variazioni dimensionali del materiale rispetto al terreno o ad altri elementi costruttivi, garantendo una corretta trasmissione delle sollecitazioni. Senza questi dispositivi, pavimentazioni e strutture sono esposte a fessurazioni, distacchi e degrado prematuro.
Definizione tecnica e riferimenti normativi
La norma UNI 11146-2005 definisce il giunto come una discontinuità nella piastra di calcestruzzo o in altri elementi costruttivi che interessa tutto lo spessore o parte di esso. Le istruzioni CNR-DT 211/2014, emanate dalla Commissione di studio per la predisposizione e l'analisi di norme tecniche relative alle costruzioni del Consiglio, forniscono orientamenti dettagliati sulla progettazione e l'esecuzione dei giunti nelle pavimentazioni industriali.
Il calcestruzzo non è un materiale statico: si modifica continuamente sotto l'effetto di variazioni di temperatura, umidità e carichi meccanici. Quando un materiale si scalda, si dilata; quando si raffredda, si ritira. Se non dispone di spazio per farlo, la tensione accumulata si scarica sulla superficie, generando danni strutturali difficili da ignorare. I giunti agiscono come valvole di sfogo per questi movimenti, preservando l'integrità sia strutturale sia estetica delle superfici.
Quali tipologie di giunto esistono?
La norma UNI 11146-2005 suddivide i giunti delle pavimentazioni di calcestruzzo in tre categorie funzionali principali:
- Giunti di isolamento: creano spazi che consentono i possibili movimenti, sia orizzontali sia verticali, delle lastre in prossimità di elementi fissi quali pilastri, muri perimetrali, basamenti di macchine operatrici e tombini.
- Giunti di dilatazione: permettono la dilatazione termica di lastre in sequenza, senza generare coazioni tali da causare sollevamenti o rotture. Negli ambienti chiusi, dove il ritiro da essiccamento è maggiore della dilatazione termica, i giunti di dilatazione possono non risultare necessari anche per lunghezze della sequenza di lastre superiori ai 100 metri.
- Giunti di costruzione: consentono il corretto collegamento di lastre costruite in sequenza, contenendo gli inconvenienti derivanti dal ritiro e gli spostamenti verticali differenziali tra i campi di pavimentazione. Vengono posizionati in corrispondenza del perimetro di ogni campo eseguito in unica soluzione.
Le istruzioni CNR-DT 211/2014 considerano separatamente anche i giunti di contrazione, che controllano le fessurazioni legate all'essiccamento iniziale del calcestruzzo, e i giunti di disconnessione, che isolano gli elementi strutturali per evitare sollecitazioni indotte.
Come funzionano i giunti di dilatazione?
Il ruolo del giunto di dilatazione è quello di assorbire i movimenti differenziali tra diverse parti della stessa struttura. Si tratta di interruzioni controllate nella continuità del calcestruzzo, che neutralizzano le sollecitazioni meccaniche generate da variazioni di temperatura, ritiro differenziale del calcestruzzo, assestamento delle fondazioni e scosse sismiche.
Nelle pavimentazioni esterne, le variazioni di temperatura e le conseguenti dilatazioni possono essere molto ampie. Il progettista deve valutare accuratamente il problema anche sulla base dei dati meteorologici storici della zona. I giunti di costruzione, opportunamente progettati, possono normalmente svolgere anche le funzioni proprie dei giunti di dilatazione.
Criteri di progettazione e distanze tipiche
La prescrizione dei giunti di dilatazione deve essere sempre affidata al progettista. Per i giunti perimetrali, in ambienti superiori a 30 m² o con lati oltre i 6 metri, la prassi prevede di suddividere il massetto in campi più piccoli, con lato massimo di circa 5 metri, per distribuire meglio le sollecitazioni.
Nella pratica costruttiva, le distanze tipiche tra giunti variano da 20 a 30 metri, a seconda delle condizioni ambientali, delle dimensioni della struttura e dei carichi previsti. I documenti DTU ed Eurocodice 8 forniscono indicazioni specifiche per l'installazione prima e dopo il getto, tenendo conto anche delle zone sismiche.
Giunti verticali, orizzontali e sotto massetto
I giunti possono essere realizzati a diversi livelli della stratigrafia del pavimento. I giunti sotto piastrella e sotto massetto agiscono a profondità differenti, a seconda che il movimento da compensare riguardi solo il rivestimento superficiale o anche lo strato sottostante. Questa distinzione è fondamentale per garantire l'efficacia del dispositivo e prevenire il trasferimento delle tensioni alle parti adiacenti.
L'inserimento di giunti tra due elementi costruttivi adiacenti consente a ciascuna sezione di muoversi in modo indipendente, senza trasferire sollecitazioni alle parti vicine. Si trovano tra il massetto e la parete, tra due pavimentazioni diverse, oppure tra porzioni distinte di un edificio che potrebbero subire sollecitazioni differenti.
Applicazioni nei pavimenti industriali
Nei pavimenti industriali in calcestruzzo, i giunti rappresentano un elemento critico per la durabilità della struttura. Le superfici destinate a carichi pesanti, traffico intenso di carrelli elevatori e movimentazione di materiali richiedono una progettazione accurata dei giunti per prevenire danneggiamenti prematuri e garantire la continuità operativa.
La corretta esecuzione dei giunti, in conformità alle normative UNI e CNR, assicura che le deformazioni del calcestruzzo vengano assorbite senza generare fessurazioni incontrollate. Questo principio vale sia per le pavimentazioni industriali sia per le strutture edilizie in genere, dove la stabilità a lungo termine dipende dalla capacità di assecondare i movimenti naturali del materiale.
Questo articolo è stato creato con l'assistenza dell'IA e verificato dalla redazione.


